Home / Notizie e Offerte / Tagli slot machine offline, un vantaggio per i casino online?
guida ai nuovi casino in italia
Nessun commento

Slot machine offline sotto la scure: i tagli previsti dal governo

Il 2017  non si profila come un anno roseo  per le slot machine offline, quelle cioè presenti in bar, tabaccherie e ristoranti. Il Governo Renzi ha infatti in programma un taglio del 33% delle macchinette presenti sul territorio nazionale, una riduzione stabilita in accordo con le regioni. La proposta dovrebbe essere inclusa in un emendamento alla legge di bilancio, emendamento che prevede che la riduzione  delle macchine AWP (Amusement With Price o in Italiano Nuove Slot) avvenga entro la fine del prossimo anno (2017) e non in tre anni come era stato precedentemente stabilito. La nuova proposta è stata presentata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta e prende di mira circa 50mila tabaccherie, oltre 110.000 esercizi pubblici (bar, ristoranti, etc..) e più di 6.000 sale giochi specializzate. Se il provvedimento venisse approvato comporterebbe un taglio di circa 130 mila slot machine, la chiusura di circa 10 mila sale giochi, la perdita di migliaia di posti di lavoro e anche un mancato introito in tasse di oltre 1 miliardo di euro.

Infatti la norma prevede che a partire dal 1 Gennaio del 2018, gli esercizi nei quali sono attualmente presenti le slot machine offline, vengano ridotti drasticamente. La bozza parla di una “programmata eliminazione degli apparecchi AWP da bar e tabacchi”. Come dicevamo sopra i tagli non riguardano solamente il numero di esercizi sul territorio, che dovrà essere proporzionato al numero di abitanti, ma anche alla presenza delle slot all’interno dei vari esercizi. Il piano è di passare dalle attuali 400.000 slot machine a circa 270.000.

Ad essere più precisi il taglio sarà rivolto alle slot machine offline presenti in locali di intrattenimento/sale giochi (circa 6200 quelli censiti) nelle quali non è previsto il divieto di ingresso ai minori di 18 e ai esercizi non specializzati nel gioco come: edicole, stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi.

Si parla inoltre di una riduzione del numero massimo di slot machine che potranno essere presenti in un esercizio (da 8 si passerebbe a 3) e di una superficie minima del locale che andrà ad ospitare  le slot machine. L’obiettivo è anche quello di non permettere la presenza di slot machine in locali che si trovino nelle vicinanze punti sensibili come scuole, parchi, impianti sportivi, ospedali, luoghi di culto.

I rappresentanti del settore sperano ancora di poter scongiurare l’approvazione della nuova proposta e si appellano al Presidente del Consiglio perché valuti in modo non affrettato un intervento che potrebbe avere ripercussioni pesanti su tanti lavoratori italiani e anche sui giocatori.

 

Effetti della riforma: aumenterà il gioco illegale?

Il Sapar (Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative) pur non negando l’importanza di un riordino del settore e della difesa dei giocatori, ha cercato di evidenziare in maniera chiara quali potrebbero essere le conseguenze negative di questa accelerazione dei tagli. I punti di maggior preoccupazione sono essenzialmente quattro:

  • La riduzione da tre a uno degli anni di attuazione dei tagli creerà notevoli problemi a tutte le aziende che avevano già fatto i loro piani industriali ed i loro investimenti basandosi sugli accordi precedenti. Ora tutti stanno con il fiato sospeso, infatti si potrà avere un chiaro quadro del futuro solo verso il prossimo Natale e l’eventuale decreto attuativo sarà presentato solo il prossimo febbraio. Questi sono tempi che non sono compatibili con dinamiche aziendali basate normalmente su pianificazioni più a lungo termine. Insomma l’emendamento potrebbe mettere in ginocchio moltissime imprese  del settore, in un periodo in cui è già difficilissimo sopravvivere alla crisi.
  • Taglio dei posti di lavoro: una conseguenza collegata al punto precedente è che i tagli delle slot machine offline e la chiusura di molti esercizi fa prevedere la perdita di oltre 500 mila posti di lavoro. Si deve infatti considerare che il mondo delle slot machine dà occupazione a diversi livelli: ci sono le aziende produttrici, quelle che forniscono i ricambi, quelle che si occupano della manutenzione e poi i vari esercizi pubblici che offrono le slot ai loro clienti. La riduzione delle macchinette si ripercuoterà sull’intero settore andando a colpire oltre 5.500 imprese. Certo in un periodo in cui la disoccupazione non cenna a diminuire prospettare la perdita di così tanti posti di lavoro tra gli addetti ai lavori non può essere una misura da prendere con leggerezza.
  • Le slot machine da bar non sono apparecchi illegali e gli operatori che le offrono ai loro clienti sono tenuti al pagamento delle relative tasse. Tagliare il 30% delle macchinette significa anche ridurre notevolmente le entrare dell’Erario. Si parla di un mancato introito complessivo che si aggirerebbe attorno ai 1,3 miliardi di euro che in qualche modo dovrà essere compensato probabilmente, anzi certamente, aumentando il prelievo fiscale sui cittadini.
  • Aumento del gioco illegale: il proverbio dice “fatta le legge, trovato l’inganno”. Se molte sale giochi verranno chiuse, e si tratterà soprattutto delle più piccole e magari in centri di ridotte dimensioni, coloro che vorranno comunque giocare troveranno altre forme e modalità. Purtroppo, quindi, se da una parte sappiamo che le slot machine online potranno attirare una buona fetta di giocatori rimasti “scoperti”, dall’altra molti giocatori che non hanno la possibilità o non vogliono giocare online si rivolgeranno ad esercizi e slot illegali. Considerato questo possibile risvolto, se il provvedimento proposto da Pier Paolo Baretta voleva andare nella direzione di una battaglia alla dipendenza da gioco, l’effetto dell’emendamento potrebbe essere esattamente contrario poiché spingerebbe i giocatori verso slot machine e sale giochi illegali e clandestine che di certo non si preoccupano della protezione e del benessere dei proprio clienti.

 

In difesa delle slot machine

Raffaele Curcio, presidente del Sapar ( associazione che rappresenta circa 1.800 imprese del settore) ha lanciato un appello al Presidente del Consiglio Renzi invitandolo alla cautela e alla considerazione di tutti gli effetti che un’accelerazione dei tagli alle slot machine offline potrebbe avere. Se da un parte l’obiettivo è la difesa del cittadino-giocatore dall’altra si deve cercare di non danneggiare il cittadino-lavoratore, in particolare in un  periodo in cui la disoccupazione è la prima preoccupazione in moltissimi nuclei familiari.

Certo la dipendenza da gioco è un fenomeno sociale che va combattuto, ma forse la direzione scelta dal governo non è quella corretta. Curcio infatti suggerisce che gli interventi di contrasto alla dipendenza  da gioco debbano essere più di natura culturale e strutturale e non semplicemente di riduzione delle slot, infatti, aggiungiamo noi, questo potrebbe semplicemente portare ad uno spostamento del problema verso l’illegalità e la clandestinità.

Fino ad oggi infatti, come ha anche sottolineato Curcio, gli esercizi pubblici con slot machine sono stati il baluardo della lotta all’illegalità e la regolamentazione del settore ha permesso di togliere ossigeno alle organizzazioni di gioco illegale che controllavano il mercato. Questa riforma sembra voler vanificare i successi ottenuti e far fare un passo indietro al settore.

Viene anche da domandarsi come un governo che aveva promesso di non aumentare le tasse e di voler ridurre la disoccupazione, possa poi invece presentare una misura in bilancio che va esattamente nella direzione opposta.

 

 

Slot online e casinò tradizionali: la soluzione per i giocatori

Abbiamo fino ad ora osservato il problema dei tagli dal punto di vista degli operatori del settore ma  chiediamoci adesso quali saranno le conseguenze invece per gli appassionati di slot machine offline da bar.

Anche se il numero  delle slot sul territorio dovesse drasticamente diminuire, per una buona fetta di giocatori questo potrebbe non tradursi in un vero e proprio danno, infatti molti appassionati potranno  rivolgersi al gioco online registrandosi in uno dei tanti casinò legali con licenza AAMS disponibili in Italia. Si potrebbe ribattere che non tutti i giocatori da bar hanno a disposizione un computer. Verissimo! Tuttavia praticamente chiunque ha in tasca uno smartphone e ha quindi la possibilità di scaricare una casino app e divertirsi con le video slot direttamente dal proprio telefonino.  I casinò online potrebbero quindi trarre vantaggio dall’emendamento annunciato dal governo Renzi, grazie all’afflusso di nuovi giocatori che per la prima volta si affacciano alle slot su internet.

Il provvedimento potrebbe anche dare nuovo impulso ai 4 casinò terrestri  italiani, che negli anni recenti hanno registrato un costante calo degli incassi. Campione come Venezia, Saint Vincent come Sanremo potrebbero diventare la meta di tanti giocatori che, per continuare a divertirsi con le nuove slot, decideranno di farsi un piccolo viaggetto in macchina per andare a respirare l’emozione di  un casinò reale.

Ad essere ottimisti quindi gli effetti negativi elencati sopra, potrebbero in parte essere moderati o compensati dal fatto che i giocatori non andrebbero completamente persi, ma semplicemente si sposterebbero dal bar al gioco online o nei casinò.

E’ importante anche rilevare che sia i casinò tradizionali che quelli online con licenza AAMS sono chiamati ad intraprendere politiche attive di lotta al gioco patologico e quindi la protezione del giocatore e la regolarità dell’intrattenimento offerto verrebbero assolutamente garantite.

Per il momento non ci resta che attendere e vedere quale sarà la decisione finale del governo, considerando anche che tra pochi giorni si terrà il referendum costituzionale  ed i politici sono al momento con la testa impegnata in ben altre faccende che le slot da bar.

 

0 Commenti

    lascia un commento